martedì 5 settembre 2017

Don't feed the troll

L'attività fisica quotidiana del suo ospite era il su e giù della mano attorno al suo uccello arrossato. Si allenava davanti a video di cinquantenni che si facevano cavalcare da immigrati centrafricani vittime del luogo comune riguardo alla loro dotazione. La sottocategoria che lo eccitava di più era il finto stupro: il ribrezzo per la pelle nera dei maschi e i gemiti fasulli di disperazione della donna provocavano in lui un coito violentissimo e abbondante. L'invasore non si era mai chiesto il perché di quella reazione, ma d'altra parte, chissenefrega. Le rare volte in cui l'ospite scopava con sua moglie immaginava di avere il pisello nero e grosso come un tronco di teak e di frustare la schiena davanti a lui fino a farla sanguinare. La donna non aveva la minima idea di queste fantasie ed era meglio così.

Uno dei tre smartphone appoggiati a fianco del pc si illuminò. Finalmente qualcuno aveva commentato l'immagine fabbricata appena dieci minuti prima. Nessuno dei suoi seguaci aveva riconosciuto Magic Johnson e Samuel Jackson e gli insulti e le condivisioni iniziavano ad arrivare a valanga. Ogni volta si sorprendeva e ogni volta si sorprendeva della sua sorpresa: era così facile! Come richiamati dal fratello gli altri smartphone si rianimarono: la finta immagine di Charlie Gard morto e del cane bollito per preparare le crocchette per gatti stavano facendo ancora il loro dovere, anche se dopo una settimana avevano perso mordente. In generale l'invasore aveva notato che i meme sugli animali attiravano molta meno attenzione rispetto a qualche mese prima, ma il loro sporco lavoro lo portavano ancora a casa. Si riservava però di dedicare più spazio al tema del momento: i vaccini. Quando aveva iniziato non aveva idea di che cosa avrebbe potuto fare, ma trovava incredibile aver potuto utilizzare fin dall'inizio le questioni scientifiche! Entro poco tempo avrebbe potuto osare l'inosabile: aveva in archivio un documento inventato di sana pianta che dimostrava la piattezza della Terra e l'eliocentrismo.

La tastiera del computer fu inondata di sperma. Provò come sempre un moto di disgusto che lo spinse ad abbandonare l'ospite per una frazione di secondo, il tempo di un battito di ciglia dell'uomo seduto davanti allo schermo. L'invasore riprese subito possesso del corpo e azionò le mani sui tasti. Pensò alla correlazione tra vaccini e autismo. Ancora adesso si compiaceva di aver lanciato quell'enorme macigno senza inventarsi nulla, ma semplicemente utilizzando quel vecchio documento falsificato dal dottore corrotto. Al suo ritorno a casa avrebbe proposto di premiare Wakefield con una cittadinanza onoraria.

Dopo aver lanciato una nuova, falsa testimonianza di tale dottor Catafratti riguardo alla letalità dei vaccini diluiti con il monossido di diidrogeno ritornò all'altro cavallo di battaglia di quei giorni: i migranti. Fece uno screenshot del finto stupro, lo modificò lievemente in modo da renderlo simile al video di una telecamera a circuito chiuso e lo lanciò su Twitter con il titolo: "Migranti appena sbarcati a Lampedusa violentano una volontaria". Avrebbe fatto il botto.

Dont't feed the troll, non dare da mangiare ai troll, dicevano, altrimenti crescono. Poveri illusi.

Il loro capo, un'intelligenza artificiale con una rete neurale grande quanto il sistema solare, aveva previsto che nel giro di una ventina di anni terrestri gli utenti dotati di raziocinio, vinti dalla frustrazione, avrebbero progressivamente abbandonato il web la rete sarebbe stata in mano loro. A quel punto c'era il 99% di probabilità di scoppio di una guerra mondiale, ma sarebbero stati loro, gli invasori, a impedirla. La rete e la Terra non dovevano morire.

Avevano grandi progetti per quel pianeta: ne avrebbero fatto il parco naturale più grande dell'universo conosciuto, verde e rigoglioso come non mai. Forse avrebbero conservato qualche umano, ma non avevano ancora preso una decisione definitiva.

Forse era meglio dimenticare.


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